Progetto Multidisciplinare di ricerca sul sito archeologico Romano di Somma Vesuviana

Organizzatori:
Tokyo University

Con la Partecipazione di:
Fondazione Romualdo Del Bianco

La “scoperta” dell’edificio
Le prime esplorazioni presso la Stanza della Regina furono intraprese negli anni ‘30. Lo scavo, eseguito da Matteo Della Corte con la supervisione di Amedeo Maiuri, riportò alla luce i resti di un edificio monumentale, conservato in elevato per un’altezza massima di circa 9 m e distrutto, secondo l’opinione degli stessi scavatori, dalla “lava di fango consecutiva
all’eruzione del 79”.
Nonostante la limitata estensione del saggio allora effettuato (circa 70 m quadrati), le caratteristiche monumentali delle costruzioni rimesse in luce e la loro collocazione topografica furono giudicati elementi sufficienti per identificare nel complesso la dimora, più volte ricordata nelle fonti letterarie (Suet. Aug. 98-100; Tib. 40; Tac. Ann. I, 5; I, 9; IV, 57) e situata nei pressi di Nola (apud Nolam), in cui l'imperatore Augusto trascorse gli ultimi giorni di vita.
Le strutture restarono in vista fino alla fine degli anni ‘30, nell’attesa di nuovi finanziamenti per la prosecuzione degli scavi; le indagini furono poi definitivamente sospese a causa della mancanza di fondi degli anni successivi, determinando l’abbandono ed il progressivo e naturale reinterro dell’area scavata.

Campagne di scavo 2002-2005

Nel 2002, l’Università di Tokyo ha avviato una nuova campagna di scavo, che tenta non solo di verificare la suddetta ipotesi sulla “Villa di Augusto”, ma anche di ricostruire, con metodi innovativi e un approccio scientifico multidisciplinare, il contesto culturale e ambientale di una zona di grande rilevanza archeologica.
Nel 2002 la campagna di scavo ha portato in luce parte delle strutture scoperte negli anni ‘30, ossia una grande arcata realizzata in cementizio ed il paramento in opus vittatum mixtum, poggiante su pilastri quadripartiti in blocchi ed un muro consistente in blocchi di tufo e laterizi, articolato in nicchie rettangolari e semicircolari.
La campagna di scavo del 2003 ha portato alla scoperta di cospicui resti murari con andamento parallelo e perpendicolare rispetto alle strutture già note, tra cui un altro muro con tre nicchie, uguale e simmetrico a quello nuovamente riportato in luce nel 2002, che delimita ad ovest la struttura ad arcate e pilastri. Nel corso delle ultime campagne di scavo è stato riportato in luce un colonnato, posto tra i muri e; sulle colonne, in marmo africano e sormontate da capitelli corinzi, si impostavano probabilmente archi e piattabande regolarmente alternate. L'area compresa fra tali costruzioni è in buona parte rivestita in mosaico bianco.
Di grande interesse è la scoperta, in una delle nicchie della parete, di una statua marmorea di peplofora. Inoltre, alla base del colonnato, a contatto con il mosaico, sono stati trovati alcuni frammenti di un’altra statua, identificabile con Dioniso.
Ad ovest di tale ambiente è stato individuato un vano, dotato di due grandi porte sui lati N e S; al centro di questo si trovano due tratti di muro orientati nord-sud, indizio di una fase costruttiva tarda; la porta sul lato meridionale della stanza fu chiusa in un momento successivo dalla costruzione di un’abside, riccamente rivestita in marmo. Al di sotto dei depositi vulcanici è stato scoperto il crollo del tetto, con numerosissimi frammenti di tegole, coppi e pezzi di legno bruciato, una macina per grano e molti frammenti di dolia; sullo strato di macerie, poco prima dell’abbandono, fu costruito un forno. Tali elementi lasciano ipotizzare un mutamento della destinazione d’uso dell’edificio, con una progressiva sostituzione della funzione residenziale con quella produttiva, come attestano alcune vasche in cocciopesto impiantate sul mosaico e, soprattutto, la grande “cisterna” e la canaletta scoperte nel 2005 nell’angolo NE dello scavo.
I dati finora acquisiti non permettono di confermare o smentire l’ipotesi tradizionale di identificazione di questo complesso con la villa di Augusto. Le strutture messe in luce sembrano comunque in buona parte pertinenti all’ingresso di un edificio di notevole estensione e prestigio, come testimoniano anche la monumentalità delle strutture evidenziate e la grande qualità architettonica.

Membri del Progetto di ricerca
Direttore: Masanori Aoyagi
Direttori dello scavo: Satoshi Matsuyama, Claudia Angelelli
Consiglieri scientifici: Maria Giuseppina Cerulli Irelli, Antonio De Simone, Toshitsugu Fujii, Maria Luisa Nava, Umberto Pappalardo, Kazuhiko Takeuchi, Giuseppe Vecchio
Consulenti scientifici: Takayuki Kaneko, Michiharu Watanabe, Setsuya Nakada, Annamaria Perrotta, Claudio Scarpati
Membri del Progetto: Natsumi Araki, Girolamo Ferdinando De Simone, Tsuyoshi Fujimoto, Tsuyoshi Hirasawa, Katsushi Ikeuchi, Katsuhiro Iwaki, Goro Komatsu, Akira Matsuda, Masaru Miyawaki, Hiromi Moriya, Ryoji Motomura, Tomoo Mukai, Kenji Niihori, Takashi Oguchi, Giovanna Piacentini, Cohe Sugiyama, Yasunari Takada, Adriana Tripoli, Atsushi Yasuda, Minoru Yoneda, Mitsuhiro Yoshimoto

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