Il restauro di autoritratto
di Leopold Pollak e' stato completato

 in collaborazione con Vivahotels
attraverso il Progetto "Be Part of History".

Leopold Pollak
autoritratto
1857
Galleria degli Uffizi

Il 14 Aprile, presso la Galleria degli Uffizi, San Pier Scheraggio, e' stato presentato l’autoritratto del pittore ceco Léopold Pollak (8. 11. 1806 Lodenice/Boemia – 16. 10. 1880 Roma), dopo i lavori di restauro eseguiti da Maria Rita Signorini.
La presentazione e' stata anche l'occasione per illustrare le relazioni storiche e gli scambi culturali intercorsi tra l'Italia e la Repubblica Ceca e per ufficializzare la presentazione del primo corso di Lingua Ceca che sarà tenuto presso il Liceo Machiavelli-Capponi di Firenze, che inizierà a partire dal prossimo anno scolastico. Alla conclusione, il gruppo folkloristico ceco "Vonicka" ha eseguito danze e musiche tradizionali.

Il restauro è stato promosso dall Consolato Onorario della Repubblica Ceca per la Toscana e Fondazione Romualdo Del Bianco, in collaborazione con il ed il sostegno della
Vivahotels e della stessa restauratrice Signorini.Il pittore ceco Léopold Pollak a partire dal 1831 e per gran parte della sua vita ha soggiornato in Italia; nel 1853 ottenne la cittadinanza romana.Pittore boemo, figlio di un benestante commerciante ebreo, dimostrò presto il suo talento per il disegno. Nel 1819 si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti di Praga, dove studiò per cinque anni nella classe del direttore Bergler. Continuò i suoi studi a Vienna con Krafft e Petter. Dopo il ritorno a Praga la qualità dei dipinti di Pollak convinse i suoi parenti a fornirgli i mezzi necessari per andare a studiare a Roma (passando brevemente da Monaco di Baviera). Nel 1831, dopo aver
partecipato alla mostra di Praga con il ritratto dei suoi genitori, il pittore partì con l’amico Schaller per Roma dove inizialmente non trovò successo: per i primi otto anni, nonostante un assiduo lavoro
e nonostante i riconoscimenti e gli incoraggiamenti da parte degli artisti e amici (tra cui
anche il direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Parigi) non riuscì a vendere alcunché. Solo
l’acquisto de “Il Pastorello”, da parte di una dama che venne a vedere con gli amici il suo atelier,
portò la svolta nella carriera di Pollak. Nel 1841 tornò per un certo periodo a Praga per terminare
la “Graziosa” (“La Pastorella con agnello”). Nel 1846 visitò Vienna ma presto ritornò in Italia,
acquistando nel 1853 la cittadinanza romana. In tutti questi anni seguitò a inviare frequentemente
i suoi dipinti alle esposizioni praghesi e lui stesso tornava occasionalmente in Boemia:
nel 1855 soggiornò a Carlsbad e nel 1873 a Marienbad, le due celebri località termali della Boemia
occidentale.
Si conoscono due figli di Leopold Pollak: August, nato nel 1838, diventò anche esso un pittore;
Enrico (Heinrich) nato attorno al 1854, fu un commerciante e rappresentò gli interessi del padre
a Vienna, durante la vita di questo e anche dopo. Nel 1908 donò l’autoritratto del padre alla Galleria
degli Uffizi, dove è conservato anche il carteggio del periodo 1926-1931 fra il donatore, la direzione
della Galleria degli Uffizi e il Ministero dell’Educazione Nazionale riguardo alle possibilità
di esposizione dell’opera donata.

La produzione paesaggistica e ritrattistica di Leopold Pollak, alcune opere più note:

  • “La morte di Mosé”
  • “Madonna con bambino”
  • “L’amore infantile”
  • “Le ragazze curiose” (1838)
  • “Contadini romani”
  • “La Pastorella romana con agnello” (1842)
  • “Il ritratto del pittore Riedel a Roma” (1844, Nuova Pinacoteca, Monaco di Baviera)
  • “Le ragazzine curiose”
  • “Il vento”
  • “Chiara e le sue sorelle”
  • “Una scena dall’harem”
  • “Zuleika”
  • “Zaira”
  • “Miriam”
  • “Tre principesse dell’Alhambra”
  • “Il ritornello”
  • “Rebecca” (venduto nel 1848)
  • “Diana” (1849)
  • “La contadinella greca” (venduto nel 1850)
  • “Due bambini” (1853)
  • “Il pastore romano”
  • “La pellegrina dell’amore”
  • “Il carnevale di Roma”
  • “Preziosa”
  • “Le donne romane”
  • “Il sonno interrotto”
  • “L’amore materno” (ossia “La donna albanese”, venduto nel 1865)
  • “Il pastorello nella tempesta” (venduto nel 1865)
  • “Un dolce fardello” (esposto a Praga nel 1880)
  • “Zenobia, la regina di Palmira” (esposto nel 1891 a Praga)
  • “L’Allegoria della Musica” (Palazzo Arcivescovile, Praga)
  • “Esmeralda” (siglato Parigi 1859, venduto nel 1865)
  • “Il piccolo suonatore” (1877)