Dipinto esposto alla Galleria degli Uffizi Opere restaurate

Amico friuliano del Dosso (attivo nel primo triennio del '500)
Ritratto virile- Galleria degli Uffizi - Firenze

Questa straordinaria effige di uomo, mandata agli Uffizi da Cosimo III de’ Medici il 3 gennaio del 1704 come autoritratto del Sodoma, costituiva per Roberto Longhi, ch’è il più grande storico dell’arte dei tempi nostri, la prima opera d’un nucleo di quadri che lui, sulla base dello stile, aveva raccolto sotto l’etichetta fittizia di "amico friulano del Dosso"; un nome che andava a indicare gl’interessi di un pittore attivo nel primo trentennio del Cinquecento , indubbiamente d’alto livello e tuttavia ancora ignoto: pittore verosimilmente originario dell’Italia Settentrionale, nell’espressione vicino all’estroso ferrarese Dosso Dossi. Il nucleo, da quando nel 1960 fu proposto, è stato nel corso del tempo riveduto, rivelando al suo interno l’esistenza di mani differenti. Resta però indubbia la relazione del nostro ritratto – specie nel fondo brulicante di luminescenze – con gli stilemi del Dosso. E oggi l’opera, dopo l’ottimo restauro condotto, soprattutto esibisce la poetica maestria del suo artefice nel piglio fiero del volto intenso, e negli sbattimenti di una luce decisa che pare lavorar d’intaglio la manica squamata in forte scorcio e quasi tornisce quella mano che in primo piano s’avvita in un gesto eloquente. Antonio Natali (Direttore Dipartimento Rinascimento e Manierismo – Galleria degli Uffizi - Firenze)

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