09/12/2019
Renaissance in Florence-Last Supper images


EACH WORKSHOP IS MADE UP BY 3 DIFFERENT PHASES:

1) BEFORE the workshop: each group of university students from a different country must prepare a preliminary work, to be presented in Florence.

2) DURING the workshop there will be formed different international mixed groups of students; each international group will present a final work at the end of the week.

3) AFTER the workshop: once coming back home, each national group of university students will prepare a final version of the project.


Project phase: BEFORE


PROJECT LEADER:
Potapova Irina

PROJECT LEADER E-MAIL:
slava_potapov@ukr.net








PARTECIPANTS:
Anastasia Shchukina


BEFORE THE WORKSHOP

Firenze e considerata il luogo d'origine del Rinascimento ed e universalmente riconosciuta come una delle culle dell'arte e dell'architettura, nonche rinomata come una delle piu belle citta del mondo, grazie ai suoi numerosi monumenti e musei.

Il termine “cenacolo” deriva dal latino “Cenaculum”  (che deriva a sua volta da “cenare”che significa appunto consumare un pasto).  
Con questo termine viene indicata la stanza dove Gesù consumò l’ultima cena con gli Apostoli istituendo
 il sacramento dell’eucarestia e dove poi, secondo la tradizione, discese sugli Apostoli lo spirito santo il giorno della Pentecoste. Il termine cenacolo viene quindi utilizzato per indicare i dipinti che rappresentano “l’Ultima Cena”.


Rappresentazioni di questo genere possono venir ammirate nei 
refettori dei maggiori conventi fiorentini dove, a partire dal 1400, i principali artisti rinascimentali iniziano a mostrare interesse nei confronti del tema dell’ultima cena. Questi monasteri occupavano originariamente aree molto estese situate al di fuori delle mura più antiche e successivamente inglobate nell’ultima cerchia muraria. La struttura architettonica, ideata dai Benedettini, comprendeva spazi destinati alla vita solitaria dei frati e altri per la vita comunitaria e fra questi ultimi aveva un importanza rilevante il Grande Refettorio. 


Il Refettorio aveva per i monaci quasi un carattere sacro, sia perché il pasto in comune simboleggiava la comunione di vita, sia perché in esso erano letti i sacri testi che accompagnavano il pasto dei monaci i quali così procedevano a nutrire sia il corpo che l’anima. Inoltre all’interno di questo ambiente venivano accolti anche estranei e personalità di riguardo, perciò il refettorio doveva avere un aspetto solenne. Solitamente consisteva in una stanza rettangolare con 
soffitto a capriate nel Trecento, a cassettoni o a volte nel Quattrocento che presentava degli affreschi sulla parete opposta all’ingresso. Nel ’500 gli affreschi vennero sostituiti con pannelli rettangolari dipinti per andare incontro al nuovo gusto artistico. La decorazione dei refettori ebbe luogo in seguito al consolidamento dell’ordine religioso a cui apparteneva il convento e con il passare del tempo andò ad assumere un’iconografia sempre più peculiare. 


La produzione di queste opere è soprattutto un fenomeno fiorentino, ma non bisogna dimenticare che una delle rappresentazioni più significative dell’Ultima Cena si torva a Milano; è il Cenacolo delle Grazie ed è stato dipinto da 
Leonardo da Vinci. A Firenze, anche grazie all’influenza cha aveva esercitato l’opera di Leonardo, nel corso di pochi decenni si giunse alla realizzazione di capolavori di eccelso valore artistico.

 

 

 

 

I principali affreschi dell’ultima cena (cenacoli) fiorentini sono:

·         Cenacolo di Santa Croce. L’ultima cena è stata rappresentata intorno al 1340 circa da Taddeo Gaddi con sopra ad essa l’Albero della Croce e altre scene. Anticamente era stata attribuita a Giotto ed è forse la prima grande rappresentazione della “Cena” a Firenze.

·         Cenacolo di Santo Spirito. Consiste in un frammento dell’ultima cena (sottostante la scena della crocifissione) affrescato da Andrea Orcagna intorno al 1370.

·         Cenacolo di Santa Apollonia. L’ultima cena (risalente al 1450 circa), è sovrastata dalla Crocifissione, Deposizione e Resurrezione ed è il capolavoro di Andrea del Castagno.

·         Cenacolo della Badia di Passignano. Questo consiste nellaprima rappresentazione dell’ultima cena di Domenico Ghirlandaio, risalente al 1476.

·         Cenacolo di Ognissanti. Anche questa ultima cena è stata dipinta da Domenico Ghirlandaio nel 1480 nel refettorio grande del convento di Ognissanti. Di questo affresco è visibile anche la sinopia.

·        
Cenacolo di San Marco. Costituisce un affresco di Domenico Ghirlandaio raffigurante l’ultima cena e risalente al 1482; decora il refettorio piccolo del convento domenicano di San Marco. 

·         Cenacolo di Fuligno. Questa ultima cena è stata dipinta dal Perugino nel 1495 nell’ex convento delle terziarie francescane di S. Onofrio, detto di Fuligno. 

·         Cenacolo della Calza. È l’ultima cena affrescata intorno al 1514 da Francesco di Cristofano, detto Franciabigio, nel convento di San Giovanni Battista detto della Calza.
 

·         Cenacolo di San Salvi. Andrea del Sarto dipinse nell’antico refettorio dell’ abbazia vallombrosana il suo capolavoro più spettacolare, iniziato nel 1519 e terminato nel 1527.

·         Cenacolo di Santa Maria del Carmine. È l’ultima cena affrescata nel 1582 da Alessandro Allori

·        Cenacolo di Santa Maria Novella. È l’ultima cena dipinta daAlessandro Allori fra il 1584 e il 1597.

 

 

 

 

 

Storia iconografica del cenacolo


Nella rappresentazione dell’Ultima Cena il gruppo dei principali attori del dramma sacro sono: Gesù, Giovanni, Pietro e Giuda. È su di essi che si concentrano tutti i pittori dei cenacoli. Il serrato scambio di battute fra loro suscita reazioni passionali e repentine, che danno luogo a gesti topici, particolarmente eloquenti. I pittori hanno dovuto convertire in immagini i testi differenziati, se non addirittura contraddittori, dei quattro Evangelisti, che nonostante ciò si trovano d’accordo sugli episodi salienti dell’Ultima Cena: l’annuncio del tradimento di uno dei commensali, l’accorata domanda collettiva (sono forse io, Signore?), la risposta di Cristo sull’identificazione del traditore (colui che intingerà insieme con lui la mano col pane nel catino), lo scambio di battute con Giuda, la benedizione del pane e del vino, la prima eucarestia


Gli artisti si ispirarono principalmente al vangelo di Giovanni e si cimentarono in una raffigurazione sintetica e simultanea di tutti gli eventi ricordati, conferendo il dovuto risalto ai protagonisti del drammatico colloquio. Per quanto riguarda la rappresentazione della figura di Giuda, questo nelle Ultime Cene trecentesche di Taddeo Gaddi, di Andrea Orcagna e del Perugino, così come in quelle più tarde del Ghirlandaio, occupa sempre una posizione isolata sulla destra e guarda il gruppo principale, così che anche l’osservatore più sprovveduto può essere in grado di identificare il traditore immediatamente. Inoltre nei cenacoli più antichi la mano di Giuda si allunga nell’atto di intingere nel catino comune il boccone che lo rivelerà , a conferire corposa evidenza al passo evangelico. Invece per 
Andrea del Castagno in Sant’Apollonia (una delle rarissime cene in cui Giuda siede alla sinistra dell’osservatore), così come per il Ghirlandaio e il Perugino, l’atto didascalico e esagitato del traditore è sostituito da una posa statica e riflessiva, ombrata di malinconia. Una forte carica emotiva viene invece rappresentata nell’ultima cena del Franciabigio il quale non pone Giuda nella sua posizione canonica bensì lo fa alzare e protendere verso Gesù sconquassando così lo sgabello sul quale era seduto che rimane preso in un lembo di manto e rovesciando la saliera. Per quanto riguarda la figura di Giovanni questo si trova piegato lateralmente sul grembo di Gesù in Taddeo Gaddi mentre in Andrea del Castagno viene rappresentato piegato sul tavolo, con la guancia poggiata sul braccio. 


Questa 
iconografia dal forte accento sentimentale si manifesta anche nei cenacoli successivi, come quello in San Marco del Ghirlandaio o in quello del Perugino e si manifesta in forma così addolcita da trasformare il mancamento in un sonno. È del Perugino l’invenzione gentile della mano di Cristo che poggia sulla spalla di Giovanni. Intorno ai quattro personaggi principali gli altri nove apostoli, più spettatori che attori del dramma sacro, partecipano del clima percorso da dubbiosa agitazione. Questo rientrava nella codificazione del soggetto operata nell’arco di un secolo e mezzo almeno. Fin dagli esempi più antichi gli apostoli sono raffigurati in modo da esprimere una gamma di sentimenti che va dalla sorpresa allo sconforto, all’angoscia, all’interrogazione reciproca, al dubbio di sé. Nelle varie interpretazioni offerte dai pittori del Tre e Quattrocento in Firenze si delineano anche gesti tipici che valgono a caratterizzare il temperamento di alcuni apostoli sulla base di modelli riconoscibili; ad esempio a Tommaso, notoriamente tendente all’incredulità, viene assegnata la posa di chi dubita. 


La rappresentazione dell’Ultima Cena a Firenze subisce poi degli influssi molto importanti dal Cenacolo delle Grazie affrescato a Milano da 
Leonardo da Vinci che sconvolge le posizioni dei commensali e aggiunge alla scena un grande senso patetico e drammatico. La prima adesione scoperta alle invenzioni di Leonardo si registra nell’opera di Franciabigio che rappresenta gli apostoli con un’aura psicologica turbata e un grande impeto passionale, che si volgono l’un l’altro e giungono perfino all’ alzarsi con una libertà di movimento fino allora sconosciuta negli affreschi fiorentini. È tuttavia con il magnifico affresco di Andrea del Sarto nel convento di San Michele a San Salvi, databile al 1526-1527, che la ricezione del capolavoro vinciano può dirsi attuata in Firenze. Dal cenacolo delle Grazie è tratta la disposizione dei commensali, che scioglie il serrato schema tre-quattrocentesco dei rapporti tra i personaggi principali isolando la figura di Cristo e propagando l’intensità dell’evento fino alle estremità del lungo tavolo, nel commosso ma misurato gestire degli apostoli. Con il cenacolo di San Salvi la tradizione fiorentina raggiunge il suo apice di inventiva e qualità, per poi assestarsi in un modello ripetitivo, su cui si innestano arricchimenti iconografici ispirati al fasto del cinquecento maturo, quando si moltiplicano le vivande, i vasellami, i servi, come è ben visibile nei cenacoli di Alessandro Allori.

TECNICHE DELL'AFFRESCO

 Molte delle chiese e cenacoli di Firenze sono decorate con meravigliosi affreschi, molto spesso vengono osservati ma non ci chiediamo mai come questi vengano realizzati. Opere come il cenacolo di S. Salvi, proprio per la loro ricchezza di dettagli, hanno richiesto tempi di lavorazione molto lunghi  e una moltitudine di materiali e passaggi.

La sinopia

La tecnica della sinopia consiste nello stendere un primo intonaco formato da diversi materiali quali: calcina, sabbia setacciata e acqua su di un muro bagnato. In questo modo otterremo un intonaco dalla costituzione piuttosto ruvida che prende il nome di arriccio. Data l’estrema estensione della superficie su cui verrà raffigurato l’affresco si rende necessario dividere la parete in settori, con l’ausilio di un lungo spago intinto nel colore; in questo modo si verrà a creare una sorta di scacchiera. Effettuato questo procedimento verrà tracciato un primo abbozzo del disegno, tramite l’utilizzo del carboncino. Successivamente intinto un piccolo pennello in ocra diluito in acqua si procede al ripasso della sagoma. Spazzata via la polvere, l’immagine viene nuovamente tracciata con della terra rossa, detta appunto sinopia.

Asciugato l’arriccio viene steso un secondo intonaco, più liscio del precedente, solo in quella porzione di parete entro la quale si ha l’intenzione di dipingere l’affresco; poiché questo secondo intonaco si va a sovrapporre alla sinopia bisogna di nuovo tracciare la sagoma nelle sue linee essenziali. Sulla parete ancora umida si comincia ad applicare il colore, infatti l’intonaco asciugandosi all’aria, trattiene al suo interno i colori che diventano parte integrante della superficie. Questo processo chimico prende il nome di carbonatazione della calce. Questa porzione di affresco che quotidianamente viene realizzata dall’autore si chiama giornata.

Solitamente le giornate vengono eseguite a partire dalla parte superiore a quella inferiore dell’ affresco e le loro dimensioni variano in base alla difficoltà del tratto da rappresentare.

Per la colorazione di tale opera si ha bisogno di particolari colori, unicamente ricavati da sostanze di origine minerale (terre, neri a base di carbone, lapislazzuli, oro e altri materiali preziosi.

Lo spolvero

Esistono altre tecniche di affresco tra le quali lo spolvero.

Per questa particolare metodologia si ha bisogno di un foglio di carta, sul quale, disegnate le sagome, queste verranno ripassate tramite piccoli fori praticati con un ago.

In seguito,creato un tampone con un panno e postovi all’ interno della polvere di carbone, sul muro rimarrà impresso un tracciato dell’ immagine che noi vogliamo riprodurre.

Cartone

Un altro metodo molto utile per realizzare un affresco è quello del Cartone. Infatti, disegnato il soggetto su un foglio di carta, si appoggia quest’ultimo sulla parete e tramite una punta metallica tracciamo i contorni in modo che rimangano impressi, tramite piccole incisioni, sull' intonaco ancora fresco.

 

Quadrettatura

Disegnata l’immagine su un foglio quadrettato (anche di piccole dimensioni) possiamo trasportarlo sulla parete, opportunamente quadrettata, anche se l’immagine risulta di dimensioni differenti. In questo modo anche se variano le dimensioni dell’immagine, le sue proporzioni rimangono inalterate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Glossario

Chiostro      

Cortile che congiunge le varie parti di un monastero, spesso circondato da un portico.

Carbone

Qualsiasi sostanza costituita prevalentemente da carbonio non combinato, derivata da decomposizione in assenza di aria, provocata o naturale, di sostanze organiche, soprattutto vegetali (soprattutto delle ere Permiano e Carbonifero)

Eucaristia    

Uno dei Sacramenti della Chiesa cattolica, in cui, sotto le specie del pane e del vino, si contengono realmente il corpo, il sangue, l’anima e la divinità di Gesù Cristo.

Giornata

Corrisponde alla porzione di affresco che il pittore si accinge a rappresentare nell’arco di quella stessa giornata. In questo modo l’affresco risulta essere formato da più giornate che stanno ad indicare il tempo impiegato dallo stesso pittore per comporre la sua opera. Le giornate hanno dimensioni differenti a seconda della difficoltà della porzione da dipingere.

Iconografia

Disciplina che studia le immagini e ne interpreta il valore simbolico, allegorico, religioso, storico e mitologico, ponendo particolare attenzione ai diversi modi in cui i soggetti vengono rappresentati nella storia delle arti figurative.

Lapislazzuli

Minerale di colore Blu intenso , costituita da Lazurite (Na6 Al3 Si1 O12 S) un minerale Silicato feldspatoide contenente zolfo.

Lunetta        

Apertura a forma di arco sopra una porta o una finestra, talora chiusa da una vetrata o inferriata, o anche da una lastra di marmo.

Monocroma

Pittura a un solo colore, con variazioni di toni.

Ocra

Termine usato in mineralogia per indicare le varietà terrose d’Ematite (ocra rossa) e Limonite (ocra gialla) sia le Argille rosse o gialle per la presenza dei due precedenti minerali. È usata come pigmento.

Opificio delle Pietre Dure            Noto anche con la sigla OPD, è un istituto autonomo del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, la cui attività operativa e di ricerca si esplica nel campo del restauro delle opere d’arte. Nato per volere di Ferdinando I de’ Medici.

Oro

Metallo giallo (Au), è un elemento di transizione.

Peso atomico: 197.0

Punto di fusione: 2966 °C

            Si presenta solitamente in vene di Quarzo e Pirite, il metallo è estratto con il Cianuro (CN) e raffinato per Elettrolisi. È molto malleabile e duttile e può essere ridotto in lamine. Generalmente l’oro puro è troppo tenero perché sia impiegato da solo perciò di solito è unito insieme con altri metalli.

            L’oro non è soggetto all’ossidazione da parte dell’aria, non è intaccato dagli Alcali  e dagli Acidi puri, a eccezione dell’ acqua regia una soluzione a base di cianuro .

Orsanmichele        

Lo straordinario edificio sorto come loggia del grano sull’ orto dedicato a San Michele, tra il Duomo e Palazzo Vecchio, è ora un museo che raccoglie le massime espressioni della scultura e dell’ arte fiorentina del Rinascimento, quando Donatello e Ghiberti, Nanni di Banco, Andrea del Verrocchio e l’ Orcagna ornarono i tabernacoli eretti all’ esterno delle Arti e i grandi pittori affrescarono l’interno seguendo il programma iconografico dettato da Franco Sacchetti. Una visione straordinaria di capolavori unici dell’ arte italiana tra cui spicca il celebre tabernacolo della Vergine di Andrea Orcagna, splendida architettura in forme di scultura.

Pala d'altare Opera d’arte devozionale collocata sopra o dietro l’altare di una chiesa cristiana. Può essere dipinta o scolpita,in legno, marmo, terra cotta e può rappresentare un episodio delle Sacre Scritture,della vita di un santo o di un altro personaggio sacro. Talvolta è formata da più pannelli e munita di sportelli in modo da essere chiusa o visibile a seconda delle circostanze

Pentecoste 

Solennità cristiana che cade cinquanta giorni dopo la Pasqua, a commemorazione della discesa dello Spirito Santo, in forma di lingue di fuoco, sugli apostoli riuniti nel cenacolo.

Predella       

Parte inferiore di una pala o di un polittico larga quanto il dipinto superiore, dal quale la separa una cornice. E’ divisa in scene in cui si narrano eventi strettamente legati al tema della parte centrale.

Polittico        Rilievo o dipinto  costituito da più parti unite in genere tra loro da cerniere che ne consentono la chiusura. Spesso poggia su una predella. Se è formato da due riquadri si chiama dittico,se da tre trittico.

Refettorio    

Sala molto vasta di collegi o conventi, dove si consumano i pasti in comune.

Sinopia        

Disegno preparatorio che definisce una traccia dell’affresco, eseguito con la terra rossa di Sinope (da cui il nome) o con il carbone. Sulla sinopia è posto uno strato leggero di sabbia molto fine e calce; su questo intonaco bagnato il pittore dipinge con i colori mescolati ad acqua.

Soffitto a capriate 

Struttura architettonica lignea di forma triangolare posta a sostenere il tetto a doppio spiovente.

Soffitto a cassettoni elemento decorativo in legno, stucco, intagliato, con oggetti di forma quadrata, rettangolare,poligonale, usato per ornare lo sazio delimitato dall’incrocio delle travi che sorreggono il tetto. Conobbe grande sviluppo nel corso del Rinascimento.

Tribuna degli Uffizi           Grande sale di forma ottagonale che conteneva il nucleo originale della collezione d'arte medicea.

Vallombrosani appartenenti alla congregazione benedettina fondata nel 1039 da Giovanni Gualberto, che prende il nome dall’abbazia di Vallombrosa





Images of the WORK
:











Perm University/ Odessa National I.Mechnikov University
Aleksey Kamenskikh, Irina Reshetilo, Olga Andrianova, Ekaterina Vasiuchkova, Anastasiia Kostareva, Alena Mikhaylova, Aleksey Kazakov
Before - After


Aleksey Kamenskikh, Marina Pugina, Elena Zeinalova, Yuliya Berezhetskaya, Semyon Gudoshnikov, Roman Zinshtein
Before - After


Storozhuk Svitlana, Antosik Hanna,Zinchenko Anastasiia, Orlova Kateryna, Pozdnyakova Ganna,
Before - After


Khaliulin Kostiantin, Rybakova Mariya, Savchenko Olena,Khaliulina Yulia,Khilkova lidiia, Rainova Dominik
Before - After


Muzykant Olga, Kudinova Ielyzaveta, Akulshyna Natalia, Lieontieva Ksenia, Malysheva Angelina, Shatalova Yuliia,Malina Kristina, Sakhatskyi Mykola
Before - After


Oksana Dovgopolova, Maksym Karpenko, Tatiana Sergiienko, Oksana Morkovska, Mariia Tytarchuk
Before - After


Anastasia Shchukina
Before - After



Before - After

 



Before - After

 



Before - After





During



Alexey Kamenskikh (RU), Anastasia Kostareva (RU), Irina Reshetilo (RU), Olga Andrianova (RU), Anastasia Schukina (RU), Maxim Karpenko (UKR), Tatiana Sergienko (UKR), Oksana Morkovskaya (UKR)
During



Oksana Dovgopolova (Odessa I.I.Mechnikov National University, UKR), Yuliya Berezhetskaya (Perm State University, RU), Elena Zeinalova (Perm State University, RU), Aleksey Kazakov (Perm State University, RU), Alena Mikhaylova (Perm State University, RU), Marina Pugina (Perm State University, RU), Mariia Tytarchuk (Odessa I.I.Mechnikov National University, UKR), Ekaterina Vasiuchkova (Perm State University, RU)
During




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